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Sono i limoni siciliani gli agrumi più buoni al mondo

Simbolo dell’agricoltura siciliana, conosciuto, ricercato e rinomato in tutto il mondo, il limone fu coltivato in Sicilia prima che nel resto d’Europa a partire dal X secolo. Si narra che questo piccolo agrume dal sapore aspro e ricco di vitamine, giunse dall’Oriente attraversando l’Egitto e il Nord Africa.

Fino al Cinquecento circa, il limone era principalmente impiegato solo nella preparazione di cibi di lusso; solo alcuni anni dopo si passò alla coltivazione intensiva di questo prezioso agrume, che si sviluppò nel territorio siracusano grazie ai Padri Gesuiti.

Fu proprio nel 1891 che la produzione di limoni effettuò un vero e proprio salto di qualità raggiungendo le 11.600 tonnellate. Questo inevitabile successo, fiore all’occhiello della produzione siciliana, portò alla nascita di numerose aziende agrumarie che storicamente, dal prezioso succo di limone estraevano l’agrocotto, il citrato di calcio e l’acido citrico.

I limoni siciliani, agrumi ricchi di proprietà

In Sicilia principalmente vengono prodotte due varietà di limoni: l’Interdonato di Messina e il Femminello Siracusano.

I Limoni Interdonato di Messina, nascono da un clone di cedro ed uno di limone e sono principalmente  diffusi nell’areale ionico della provincia di Messina. Questa varietà di limone prende il suo nome da Giovanni Interdonato, Colonnello Garibaldino siciliano che effettuò più di cento innesti sulle proprie piante di limoni sino ad ottenere tale ibrido.

Il limone Femminello Siracusano, coltivato nella sola provincia di Siracusa, possiede innumerevoli proprietà organolettiche, è di media grandezza, estremamente profumato e abbondantemente succoso.