Home / News / Riapertura secondo Inail e Iss: no a buffet, limite di capienza e prenotazione obbligatoria

Riapertura secondo Inail e Iss: no a buffet, limite di capienza e prenotazione obbligatoria

Avanzano alcune indiscrezioni a riguardo delle misure di distanziamento che dovranno applicare le attività ristorative che si appresteranno a riaprire: lo spazio per ogni cliente, nei ristoranti, dovrebbe essere 4 metri e dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Tra le note spicca l’obbligo di mascherine per tutto il personale, turnazione e prenotazione obbligatoria. Questo è quanto diramato da Inail e Iss

” Il layout dei locali di ristorazione – si legge nel documento diramato da Inail e Iss – andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli che non dovrebbe essere inferiore a 2 metri. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Vanno eliminati modalità di servizio a buffet o similari”

Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi ha commentato le probabili misure di distanziamento da attuare, mettendo in risalto che se le indiscrezioni circa le misure di distanziamento previste dal governo, con una persona ogni 4 metri quadri, venissero confermate, i ristoranti italiani perderebbero circa 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale.

Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi), sulla base del calcolo delle medie dimensioni dei locali pubblici ha specificato: “Noi abbiamo dato la nostra disponibilità da settimane a discutere di maggiori spazi all’esterno, di distanze ragionevoli tra i tavoli, di dispositivi di protezione individuale e possiamo anche valutare, se necessario, di installare delle paratie tra un tavolo e l’altro, ma il governo non può chiederci di mantenere 4 metri quadri di distanza tra commensali dello stesso tavolo”.

Qualora il governo dovesse decidere di distanziare i tavoli di 4 metri l’uno dall’ altro, la perdita di posti a sedere sarebbe di 3,5 milioni, ovvero la metà dei 7 milioni attualmente disponibili nei ristoranti italiani. Se invece si optasse per i 2 metri di distanza tra i tavoli, senza distanziamento tra i commensali allo stesso tavolo, la perdita sarebbe del 30% dei coperti.

“Mi auguro che sia il governo sia i presidenti delle Regioni tengano bene a mente questi calcoli prima di prendere una decisione definitiva” ha dichiarato Aldo Cursano.