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Progetto bio a Salerno: da ‘scarti alimentari’ ortaggi e uva

Potrebbe sembrare una Fake news o qualcosa di poco credibile, ma in realtà la notizia è più che vera: dagli scarti alimentari dei salernitani, strano ma vero, nascono zucche, pomodori per la passata e uva pregiata coltivata nei vigneti intitolati a Don Peppe Diana e da cui nascono vini come l’Aglianico, il Fiano e la Falanghina.

Il risultato che sembra avere dell’incredibile è il frutto dal lavoro della cooperativa sociale Apeiron, che nei giorni scorsi ha ritirato 171 tonnellate di compost per le sue produzioni biologiche dall’impianto di compostaggio gestito da Salerno Pulita che da qualche tempo collabora con Apeiron.

“L’organico – spiegano i promotori del progetto – sarà utilizzato come ammendante per le nostre coltivazioni biologiche, nei terreni confiscati alla criminalità organizzata nei comuni di Pignataro Maggiore e Santa Maria la Fossa”.

“Un ciclo che, partendo dall’attenzione della comunità verso la raccolta differenziata si conclude e rigenera i terreni da un punto di vista nutrizionale, microbiologico e fisico, ma soprattutto etico. È un’opportunità per noi e per il territorio”, spiega il presidente della cooperativa Emiliano Sanges.

A Salerno la produzione di compost è ripresa da circa un anno nell’impianto della zona industriale gestito dalla partecipata Salerno Pulita.