Home / Prodotti tipici / Pomodoro di Belmonte calabro: il pomodoro ‘gigante’calabrese

Pomodoro di Belmonte calabro: il pomodoro ‘gigante’calabrese

Il Pomodoro di Belmonte, un prodotto caratteristico di Belmonte calabro in Provincia di Cosenza è stato introdotto nei primi anni del Novecento, quando un emigrante calabrese fece ritorno da un lungo viaggio in America, ritornando in patria con i semi di questa impressionante varietà. Dal 2003, il pomodoro Belmonte è l’unico pomodoro italiano a fregiarsi del marchio “Denominazione Comunale d’Origine” (De.C.O.) . Questa etichetta, proprio per identificarlo in modo inconfondibile, è appiccicata su ogni frutto.

È stato inserito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell’elenco degli alimenti tipici della tradizione enogastronomica calabrese: la zona di Cosenza non è solo la patria d’origine del Pomodoro Belmonte Calabro ma anche la terra che assolve circa il 70% dell’intera produzione. La coltivazione di questo pomodoro racchiude una forte tradizione, basterà pensare che nel borgo di Belmonte Calabro sono molti i contadini che eseguono manualmente la selezione dei nuovi semi per la produzione delle piantine.

Un esemplare di pomodoro di Belmonte può variare da un peso di 400 – 600 grammi per il tipo Cuore di Bue e da 1 – 1,5 kg per il tipo Gigante anche se in passato sono stati raccolti perfino frutti dall’incredibile peso di 3 chilogrammi. La pianta non determinata può superare agevolmente i due metri di altezza. Il frutto si presenta a maturazione di colore rosa tenue, con accenno di colorazione più marcata verso la parte inferiore, mentre le costolature rimangono quasi sempre verdi.

La forma tipica del frutto è oblunga con accenno a goccia, con ingrossatura nel mezzo. Caratteristiche di pregio sono la serbevolezza, la colorazione e la consistenza della polpa che non è mai acidula. Sembra che la varietà sia un ibrido tra le cultivar Marmande e Cuore di bue, dal momento si osservano caratteristiche intermedie tra le due cultivar.

La crescita della pianta viene assistita da tutori capaci di sostenere il peso dei frutti che può essere considerevole, specie per quelli basali, che raggiungono il perso di 1 kg con pezzature che spesso superano i 2 kg..