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Pomodoro cannellino, al via la raccolta dell’oro rosso di Napoli

È stata inaugurata presso il sito archeologico di Cuma la seconda stagione di raccolto del pomodoro cannellino Flegreo, uno dei prodotti tradizionali e storici coltivati nella Regione Campania.

Otto produttori, due anni fa hanno fondato l’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo ed hanno promosso un evento finalizzato alla conoscenza delle pratiche storiche e tradizionali di coltura tramandate da generazioni.

Grazie ai numerosi riscontri positivi ricevuti, per il secondo anno gli agricoltori hanno scelto di destinare più ettari a questa coltura, passando da 10 a 15 ettari su 65 ettari di terreni totali in possesso delle aziende.

Data l’importanza che il pomodoro cannellino flegreo ha sempre avuto e tutt’ora ha, è nata la volontà di avvicinarsi al progetto MAC (Monterusciello Agro City) avviato dal comune di Pozzuoli e promosso dall‘Assessore all’Urbanistica Professor Roberto Gerundo, che intende riqualificare le aree urbane e i terreni agricoli localizzati nella frazione di Monterusciello, attività tra l’altro supportata dalle associazioni di categoria Coldiretti e Confagricoltura, che da tempo sostengono gli otto produttori nel loro percorso di crescita e valorizzazione del prodotto.

“Nel 2018 – precisa Giovanni Tammaro, presidente della associazione – sono stati riservati alla trasformazione 55 tonnellate, quasi la metà del raccolto. Per questa stagione si intende aumentare il quantitativo da destinare alla conserva per far fronte alle richieste di ristoratori e pizzaioli che hanno già scelto di inserire questo prodotto flegreo in menu e per aprirsi a nuovi mercati anche fuori dai confini locali”.

“La coltura del pomodoro cannellino flegreo – aggiunge
– si attiene a regole precise per ottenere standard di alta qualità e la
promozione di tale coltivazione cammina di pari passo alla promozione e
valorizzazione del territorio. Pertanto ci stiamo impegnando a collaborare con
le istituzioni dei comuni flegrei affinché insieme si possano recuperare
terreni abbandonati contribuendo così a dare impulso alla economia flegrea e
tramandare le nostre competenze e tradizioni in materia, come da statuto
associativo”.