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Il fungo Rosito è il ‘Re’ dell’Altopiano Silano

L’autunno è la stagione delle castagne, dei cachi, del melograno, e di sua maestà i funghi. In Calabria, e soprattutto nelle zone della Sila, vi sono diverse specie di funghi raccolte dagli esperti, ma una in particolare è quella maggiormente presente nell’Altopiano Silano: il rosito. 

Il Rosito è una tipologia di fungo dal sapore delicato e spesso e volentieri protagonista di molte ricette calabresi.

Il rosito è il fungo più diffuso nell’altopiano silano ed è considerato alla pari con il fungo porcino anche se non ha raggiunto una vera e propria popolarità. Il rosito viene indicato con diverse denominazioni come ad esempio “sanguinello”, “rossella” o “fungo del sangue”.

Questo fungo spunta soprattutto nel periodo di fine estate/inizio autunno ai margini delle radure di latifoglie e aghifoglie ed ha con una particolare predilezione per il sottobosco di ginepro. Il rosito, tecnicamente Lactarius deliciosus, appartiene alla famiglia delle russulacee e spesso durante la sua raccolta viene confuso con funghi appartenenti alla sua stessa famiglia, tossici e, quindi, non commestibili. Il suo cappello è di colore rosso, ma può tendere anche all’arancione chiaro, mentre il  gambo è quasi sempre vuoto, di consistenza duro e di colore tendente al rosso con venature rosate.

Questa tipologia di fungo, dato il suo raffinato sapore, è molto apprezzata anche dai ristoratori della Sila che lo cucinano sulla brace con pancetta o comunque a fuoco vivace per non perdere gran parte del sapore.