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Greco di Bianco, ‘Nettare degli Dei’ e tesoro calabrese

La Calabria è una regione rinomata anche per la storica produzione di vino, vero e proprio vanto per i calabresi data la qualità delle uve coltivate nel territorio. Parlando di produzione vitivinicola calabrese, non si può di certo non annoverare il “nettare degli Dei”, il vino greco di Bianco, particolarmente ricercato e prodotto solo in alcune strisce di territorio sitiate tra Bianco e Gerace.

Il “Greco di Bianco” denominato per le sue qualità “nettare degli Dei”, è un vino ottenuto da un vitigno portato dai coloni greci, ai tempi del loro insediamento nell’Italia Meridionale. Questa tipologia di vino raggiunge i suoi massimi livelli qualitativi nella successiva primavera di produzione, ma secondo quanto riportato all’interno del disciplinare può essere consumato non prima dell’anno successivo, a novembre. Le pregiate uve che danno vita a questo vino vanno raccolte rigorosamente a mano, stese delicatamente su graticci di canna al sole ed esposte al calore per circa 10 giorni; trascorso questo periodo avviene la pigiatura.

Il Greco di Bianco si presenta con un colore giallo ambrato, profumato di zagara, dal sapore dolce, e armonico.

Ritenuto il più antico vino d’Italia, il greco di Bianco si narra abbia origini antichissime risalenti probabilmente al VII secolo a.C., periodo in cui un colono greco portò i primi tralci della vite sbarcando nell’odierno Capo Bruzzano. Furono proprio i Greci a individuare, sui litorali dell’Enotria, le zone vocate alla vite e a dare l’impulso alla produzione di questo ‘nettare degli Dei’.