Home / Calabria / Primo piano / Frittole di maiale, patrimonio culinario calabrese

Frittole di maiale, patrimonio culinario calabrese

Le Frittole di maiale, una delle ricette calabresi più antiche, rappresentano uno dei ‘punti fermi’ della tradizione culinaria calabrese. Impossibili da trovare al di fuori della regione, le frittole sono una di quelle pietanze che viene realizzata da secoli, sempre secondo alcuni ‘rituali’ e sempre mediante l’utilizzo dell’immancabile ‘caddara’ che fortunatamente negli anni non è mai stata sostituita. Anche la preparazione delle frittole, così come la realizzazione di altri prodotti tipici, viene eseguita secondo alcuni ‘passaggi’, a tratti segreti e a tratti tramandati da diverse generazioni di nonne e nonni calabresi.

In antichità le Frittole rappresentavano il piatto per eccellenza delle feste e venivano realizzate immancabilmente durante il periodo delle festività Mariane; questa tradizione ad oggi non è andata svanita, infatti, proprio durante il periodo delle festività mariane è impossibile recarsi in una qualsiasi macelleria e non sentire l’inebriante profumo di questa pietanza.

Nonostante il passare del tempo, la tradizione delle Frittole è attualmente più viva che mai sia a Reggio Calabria che nei paesi limitrofi, e i calabresi si augurano che questa tradizione secolare non svanisca mai, perché a suo modo racconta un po’ di storia della Calabria.

In passato le Frittole rappresentassero un piatto realizzato per necessità dato che, data la scarsità di cibo, la macellazione del maiale permetteva di sfamare numerose famiglie per un tempo prolungato. Ad oggi, il sapore unico ed inimitabile di questo piatto calabrese e la sua importanza nella tradizione locale lo rendono un piatto adatto ad ogni occasione ed amato sia dai calabresi sia dai turisti che lo richiedono fortemente.

Frittole…come realizzarle?

Per realizzare le frittole è necessario in primis riscaldare la cotenna del maiale in un pentolone di rame stagnato, la caddara.

Quando il grasso è parzialmente sciolto, si dispongono (non a caso) le costine e le altre parti del maiale (collo, guancia, lingua, muso, orecchie, gamboni, pancia, rognoni). La cottura avviene in modo lento, nel grasso, per la durata di almeno 6 ore e l’unica cosa che viene aggiunta man mano è il sale.