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Filiera del vino chiede riapertura delle attività ristorative

Sembra proprio che non ci sarà alcuna ‘Fase 2’ per numerose cantine sino a quando non ripartiranno ristoranti, bar ed enoteche.  L’allarme rivolto al Governo è stato lanciato proprio della filiera del vino conseguentemente alle misure contenute nel nuovo Dpcm per il contenimento del Coronavirus.

La denuncia giunta dai principali rappresentanti del settore (Confagricoltura, Cia, Copagri, Unione italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi) è relativa alla notizia della riapertura delle attività ristorative al 1° giugno, decisione considerata dalla filiera “un altro duro colpo per il settore”.

Le organizzazioni all’interno di una nota hanno messo in evidenza come il canale Ho.Re.Ca sia di vitale importanza per le aziende vitivinicole, che hanno già perso il 30% delle vendite con danni permanenti.

“Occorre farlo ripartire il prima possibile, pur nel pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza e di distanziamento, altrimenti per molte imprese del canale Ho.Re.Ca e cantine italiane non ci sarà alcuna fase due” hanno sottolineato le associazioni.

La filiera del vino si augura che il Governo, pur nel rispetto delle indicazioni espresse dal Comitato tecnico scientifico, tenga conto delle urgenti richieste di ripartenza di questo canale.