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E’ Giangurgolo la maschera carnevalesca calabrese: la storia e le curiosità

Mancano pochi giorni al Carnevale e all’interno dei negozi e per le strade echeggia l’allegria tipica carnevalesca.

Nelle vetrine delle pasticcerie già addobbate a festa, da qualche giorno si trovano esposti i dolci tipici del carnevale: le immancabili chiacchiere, la golosissima pignolata e le castagnole.

Sarà per i colori, per l’allegria, per i costumi e per il divertimento, ma sembra proprio che il carnevale non sia una festa amata solo dai bambini ma anche dagli adulti.

Anche la Calabria, come ogni regione d’Italia, ha la sua maschera tipica carnevalesca di cui molti ne disconoscono l’origine: è Giangiurgolo la maschera tipica della Calabria.

Chi è Giangurgolo?

Esistono diverse versioni che spiegherebbero l’abbinamento tra Giangurgolo e la Calabria: secondo una prima versione, intorno alla metà del XVII secolo la maschera di Giangurgolo fu importata proprio da Reggio Calabria, per mettere in ridicolo i nobili spagnoli che migrarono in Calabria.

Secondo una seconda versione, che collega la maschera di Giangurgolo al catanzarese, la storia di Giangurgolo viene ricondotta ad un personaggio che pare sia realmente vissuto nella città. Secondo quanto tramandato, durante una battuta di caccia Giangurgolo cercò di salvare uno spagnolo aggredito da briganti. Nonostante le sue cure, lo spagnolo morì lasciandogli la sua eredità ed una lettera dove spiegava come salvare Catanzaro dalla dominazione spagnola. Da qui Giangurgolo mise in scena spettacoli satirico – politici affinchè il popolo catanzarese si opponesse al regno spagnolo.

Giangurgolo ha una spada, indossa un cappello a cono, un corpetto stretto e soprattutto i pantaloni a sa strisce gialle e rosse, e proprio dalle strisce dei pantaloni si evince di come la maschera sia una burla verso i dominatori aragonesi e spagnoli.