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Dopo 60 anni in Campania si ritorna a coltivare arachidi

A distanza di circa 60 anni, ritorna in Campania una pratica anticamente molto diffusa e poi quasi dimenticata: la coltivazione delle arachidi. Lo scopo del ritorno a questa ‘antica tradizione’ è quello di poter offrire nuove opportunità alle imprese agricole, rafforzandone la resilienza in tempi di Covid19.

E’ stata avviata appena qualche giorno fa la prima semina di questa tipologia di frutta a guscio, tra Sannio e Irpinia, e di conseguenza ha preso il via il progetto denominato Arachidi in Campania (ArCamp), nato grazie alla collaborazione tra Coldiretti Campania, la Vincenzo Caputo Srl, storica azienda di Somma Vesuviana specializzata nella lavorazione di frutta a guscio, la SIS – Società Italiana Sementi, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli e la startup Farzati Tech, impegnata nel lancio della “super tracciabilità” tramite tecnologia BluDev.

Le prime operazioni di semina hanno coinvolto quattro aziende agricole nei territori di Calvi (Benevento) e Montoro (Avellino).

La Campania è stata leader in Italia di questo prodotto fino agli anni ’60, con impiego del seme soprattutto per l’estrazione dell’olio. La prima raccolta è prevista a settembre. L’azienda Caputo immetterà il prodotto, sia in guscio che tostato, non fritto e senza sale, sul mercato della grande distribuzione con un packaging ad alta sostenibilità.