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Dagli scarti della produzione di olio d’oliva nasce un’elisir’ di salute

Ricca di molecole antiossidanti, l’acqua di vegetazione prodotta nella lavorazione dell’olio di oliva può essere riutilizzata al 100% per produrre un vero e proprio elisir di salute, un composto con proprietà antinfiammatorie e antinvecchiamento utilissimo soprattutto per l’industria cosmetica, nutraceutica, farmaceutica, alimentare e agrochimica. L’idea di trasformare in ‘elisir’ un prodotto di ‘scarto’ è della startup pugliese Bioenutra.

Gli esperti di Bioenutra hanno brevettato una tecnologia che permette di estrarre le molecole antiossidanti dall’acqua di vegetazione usando solo metodi che non ne alterano le proprietà.

“A inizio anno abbiamo avviato la produzione nel nostro impianto pilota di Ginosa: lavora 500 litri di acqua di vegetazione al giorno e servirà a dimostrare la fattibilità industriale del nostro progetto” ha spiegato Pasquale Moretti, direttore generale della startup nata nel 2014 a Ginosa, vicino Taranto

La startup pugliese Bioenutra, tra le finaliste di ‘BioInItaly investment forum & Intesa Sanpaolo startup initiative‘, mira a trasformare un rifiuto in un prodotto ad alto valore aggiunto. Pasquale Moretti ha sottolineato: “Viviamo in una zona votata all’olivicoltura, dove l’acqua di vegetazione rappresenta un problema ambientale: può essere smaltita per spargimento su terreni agricolima in quantità limitate, pari a 5 chili per metro quadro. Un frantoio medio avrebbe bisogno di un ettaro di terreno ogni cinque giorni. Se pensiamo che in Puglia si producono 700mila tonnellate di acqua di vegetazione l’anno, capiamo la portata del problema”.