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Da immigrati a cuochi con un sogno: il viaggio di Abdou e Salihu nella cucina calabrese

“Insegnaci il mestiere, vogliamo imparare da te a cucinare altrimenti non saremo mai indipendenti. Questa cosa mi ha colpito molto”. E’ cominciato cosi, circa tre anni fa, il ‘viaggio’ di Abdou e Salihu, due giovani del Gambia e del Senegal, nella cucina calabrese. La proposta è stata fatta a Filippo Cogliandro, chef che ha subito accettato e accolto l’invito dei due, conosciuti presso il centro di accoglienza dopo che erano sbarcati in riva allo Stretto.
“In molti mi chiedono perchè non ho dato lavoro a due giovani calabresi, sono stato criticato per questa scelta. Ma credo che tutti debbano avere una occasione, e questo fa capire come in certi casi manchi la cultura dell’accoglienza”.
Da apprendisti, i due giovani africani adesso sono aiuto cuoco nel ristorante di Filippo Cogliandro, e iniziano a farsi apprezzare per le loro capacità, figlie anche di un mix di generi particolare. ” Abdou e Salihu rappresentano un pezzo importante della mia cucina, iniziano ad ‘inventarsi’ i primi piatti. La particolarità è dovuta dalla fusione della cucina calabrese con i ricordi, e i sapori, che hanno della loro tradizione africana”.
Dall’Africa alla Calabria, e ritorno. Pochi mesi fa, Abdou e Salihu sono tornati in Gambia e Senegal per riabbracciare le loro famiglie. Hanno comprato dei terreni, lì sorgerà la loro casa. Dell’esperienza che stanno maturando nel ristorante di Cogliandro, potrebbe nascere un ristorante accademia in Gambia, una sorta di ‘gemello’ che permetta ai giovani africani di avvicinarsi a questo mondo attraverso un ponte culturale e gastronomico con la Calabria.