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Cudduraci, l’antico simbolo d’amore realizzato dalle donne calabresi

Nonostante il periodo negativo che l’Italia intera sta attraversando per via della diffusione del Coronavirus, la Pasqua è comunque alle porte, e con essa anche le varie tradizioni culinarie della nostra cara e amata Calabria.

In Calabria quando si parla della Pasqua, oltre al valore religioso della festività non si può non pensare ai ‘cudduraci’, simbolo emblematico del periodo pasquale, presenti in ogni casa e realizzati rigorosamente a mano dalle nostre mamme e dalle nostre nonne. Secondo la tradizione più moderna, i cudduraci vengono serviti al termine del pranzo pasquale a fianco di colombe, uova di Pasqua, pecorelle di zucchero e pastiere.

Cudduraci: da cibo da viaggio a simbolo d’amore

In antichità, sembra proprio che i cudduraci in realtà venissero usati come cibo per il viaggio, e che non fossero dolci. I cudduraci sostituivano il pane, erano farciti con le uova, ed i primi a realizzarli furono proprio gli Ebrei durante la fuga dall’Egitto.

Secondo un’antica usanza calabrese, le giovani fidanzate dovevano realizzare un cudduraci da donare al proprio promesso sposo come simbolo d’amore. Il dolce, in questa occasione veniva realizzato a forma di cuore e con tante uova sode, oppure a forma di bambola con l’uovo sodo collocato nella pancia come augurio per la nascita di una felice prole nel prossimo matrimonio. Secondo questa tradizione tramandata da generazioni, più grande era il cudduraci, più grande era l’amore nei confronti della persona alla quale lo si regalava.