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Coronavirus e Pasqua: ristorazione ferma, crolla la richiesta di agnello e capretto

Data l’emergenza Coronavirus che vige ormai da settimane, la Pasqua di quest’anno oramai alle porte si preannuncia un vero e proprio momento difficile per gli allevatori di ovicaprini, ma anche per il comparto della ristorazione.

I settori  della ristorazione, del turismo, degli agriturismi e delle enoteche, attualmente sono completamente fermi, così come l’export. Sulla situazione vigente ha posto l’accento Confagricoltura che, nelle ultime settimane, sta monitorando attentamente l’andamento del settore.

“La pastorizia è comparto di lunga tradizione e altrettanto valore per l’economia agricola nazionale – pone in evidenza Confagricoltura – In questi giorni dovrebbero fioccare gli ordinativi per le carni di agnello e capretto con il 90% di nascite e crescite programmate proprio per il periodo pasquale”

“Il momento difficile in cui ci troviamo si deve superare anche mantenendo vive le tradizioni e preferendo il made in Italy. In questi giorni cruciali – chiede Confagricoltura – sarebbe opportuno che il ministero delle Politiche agricole prevedesse lo stanziamento di risorse per la realizzazione di un’immediata campagna promozionale, rivolta in particolare al canale della GDO e finalizzata a incentivare il consumo dell’agnello IGP”.

Secondo Confagricoltura, bisognerebbe sollecitare interventi straordinari a livello europeo e nazionale, per misure di sostegno urgenti.

“Le vendite sono ferme – si legge in una nota di Confagricoltura – ma la produzione continua, così come i costi. Gli animali non si possono fermare, vanno nutriti e continuano a fare latte, e questo porta ad un esubero di prodotti”.