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Cisl Calabria: ”L’agricoltura settore strategico per nuova occupazione ed imprenditoria giovanile”

Il recupero produttivo dei terreni pubblici incolti o abbandonati è un intervento importante e lodevole perché realizza contemporaneamente più obiettivi tutti necessari per affrontare e risolvere le emergenze che affliggono la nostra regione.
Infatti, c’è la necessità di porre fine all’abbandono dei terreni incolti, di proprietà della Regione e degli altri EE.LL., che possono essere recuperati ad una nuova funzione produttiva o meglio al recupero e/o mantenimento dei prodotti tipici che garantiscono la straordinaria e irripetibile biodiversità che si può registrare in Calabria e che può diventare elemento fondamentale per il marketing territoriale.
Non di meno si può dire  dell’esigenza di creare nuove opportunità lavorative consentendo ai giovani calabresi di poter intraprendere una attività nel settore agricolo anche se non dispongono di un terreno di proprietà idoneo allo scopo sia per i primi insediamenti che per dimensionare le aziende e farle competere nel mercato.
Altri importanti obiettivi che riteniamo si possano raggiungere con tale intervento e che possiamo inquadrare come parte di una politica più complessiva ed organica a tutela, garanzia e salvaguardia del territorio e del “bene comune terra” dal rischio idrogeologico, come pure di misura idonea e di supporto per evitare e frenare l’abbandono e lo spopolamento delle aree interne.
Queste finalità sono lodevoli perché consentono quanto descritto con una norma che consente di realizzare questi risultati a costo zero anzi con utili finanziari per gli enti.
La presentazione delle proposte di leggi regionali n°69 e n°74 sulla possibilità di incentivare o favorire l’accesso ai giovani nel settore agricolo registra quindi il nostro parere favorevole e devono essere discussi in esame congiunto e trovare una proficua sintesi di merito rispetto a utilizzo corretto del territorio e occupazione.
Questa condizione però  non deve diventare, come molte volte succede in Calabria, una occasione per una speculazione che rischia di aggravare  le disastrate condizioni del territorio con una cementificazione selvaggia e assolutamente non necessaria.
Siamo come CISL sostenitori del “consumo zero” del territorio e quindi del “bene comune terra” che deve restare “bene pubblico non alienabile” e pertanto, su tali terreni, che devono essere concessi in locazione, 20-25 anni rinnovabili, con  la destinazione agricola che non può essere modificata per nessun motivo che non sia la attività imprenditoriale agricola e quanto in essa connesso prevedendo come penalità  la restituzione dell’immobile per danno in caso di inadempienza (diversa destinazione urbanistica).Queste modifiche proporremo al Consiglio Regionale.