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Baby Food, nasce marchio di riconoscibilità

Il Sistema Italia è ripartito anche nel settore dell’agroalimentare e da oggi anche biscotti e omogeneizzati per bambini potranno avvalersi di un Marchio di riconoscibilità presentato in videoconferenza dalla ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova e sul sito del Mipaaf. Il nuovo marchio, privato e volontario e oltretutto certificato, avrà un proprio regolamento d’uso realizzato con l’obiettivo di far adottare i principi e gli ingredienti della Dieta Mediterranea fin dai primi mesi di vita. Il marchio, fortemente voluto anche da Plasmon, potrà essere adottato da tutte le aziende del baby food che intendono certificare come italiana la propria filiera. Parte integrante di questo percorso è la totale trasparenza nel comunicare l’origine delle materie prime ai propri consumatori

“Per noi è una priorità assoluta promuovere una corretta alimentazione e la Dieta Mediterranea – ha detto la ministra Bellanova – e trovo questo protocollo di collaborazione, nato da una precedente amministrazione, veramente concreto. Lo confermo perché è una scelta di valore e sottolineo l’impegno quinquennale agli acquisti di prodotti di diverse filiere, dall’olio alla carne, dall’ortofrutta al pesce, 100% italiane per 25 mila tonnellate. Valore aggiunto è presentare un marchio di garanzia della tracciabilità e sicurezza delle produzioni di origine italiana per valorizzare le nostre vendite all’estero”.

“Il nostro è un impegno di lungo periodo – ha detto per Plasmon Andrea Budelli, presidente di Kraft Heinz area Europa – che prendiamo volentieri, ancor più in questa fase di emergenza sanitaria, in virtù dell’eccellenza delle produzioni italiane. Questo bollino rappresenta un segno di riconoscibilità di prodotti alimentari per l’infanzia con materie prime italiane. Per Plasmon è un progetto di eccellenza. Ci aspettiamo così di promuovere il made in Italy nei mercati internazionali e di definire best practice nelle coltivazioni che da Nord a Sud, dal Trentino per le mele fino alle arance alle pendici dell’Etna, hanno già visto 1500 operatori fornici le prime 18mila tonnellate con cui contribuiremo alla ricrescita del Paese”.