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Azienda calabrese Caffo premiata a ‘Save the Brand’

L’azienda Caffo, storica realtà calabrese, è stata premiata a ‘Save the brand’ per essere l’azienda che ha riportato nel Paese storici brand nazionali e internazionali, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio liquoristico italiano. Il rinomato ‘L’amarissimo Petrus’ e ‘Ferro China Bisleri’ sono sole le ultime acquisizioni del gruppo che in passato aveva già trattato altri brand storici tra cui Elisir Borsci S. Marzano.

“Il piano di rilancio è ormai pronto – si legge in una nota stampa – il mercato sta premiando Gruppo Caffo 1915 che nel mese di giugno ha superato quota 40% nel comparto amari del canale grande distribuzione.

Il web edition di Save the Brand, giunto quest’anno alla sua settima edizione, celebra le eccellenze del Made in Italy nel food& beverage. L’azienda Caffo o Caffo 1915, candidata nella sezione ‘Operazioni strategiche’ si è distinta per “Aver riportato nel Paese storici brand nazionali e internazionali, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio liquoristico italiano”.

Save the Brand è uno dei principali eventi del mondo food & beverage che ha l’obiettivo di riconoscere il merito degli imprenditori italiani nel settore agroalimentare Made in Italy. Durante la serata sono state premiate 35 aziende, le migliori realtà in Italia che si sono distinte per il valore che negli anni sono riuscite a costruire intorno al brand.

Il riconoscimento è stato consegnato all’ Ad del gruppo, Nuccio Caffo, che ha commentato: “Abbiamo lavorato duramente per riuscire in queste due importanti operazioni, soprattutto se si pensa che sono state concluse nel periodo più critico del lockdown. Riporteremo entrambi i prodotti ad una nuova giovinezza. Stiamo già preparando il rilancio sapendo che abbiamo il mercato dalla nostra parte come dimostrano i risultati che segnano una crescita. Dopo le difficoltà di tutto il comparto Ho.re.ca, il mese di giugno ha fatto registrare un trend di crescita particolarmente favorevole, nel comparto amari abbiamo superato quota 40% nel canale gdo”.