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Riso_di_Sibari

Agronauti: 16 eccellenze calabresi al centro di un progetto targato Chef Vilella

Dalla liquirizia al riso di Sibari, artigiani e piccole imprese d’eccellenza agroalimentare faranno squadra e delineeranno un nuovo itinerario di turismo enogastronomico lungo la punta dello Stivale. Prenderanno parte al progetto denominato Agronauti 16 realtà calabresi, attualmente da Sibari a Catanzaro, ma la mappa è destinata ad ampliarsi.

Agronauti, il progetto voluto dallo chef Claudio Villella calabrese doc, punta tutto sulla grande potenzialità della Calabria come meta di turismo food&wine.

“L’idea, ha dichiarato lo chef Villella – è quella di mettersi in gioco in una serie di incontri/confronti nel ristorante L’Olimpo di Catanzaro, di rilanciare il territorio proprio attraverso la sua forza più grande: le eccellenze enologiche e gastronomiche”.

Dal vino Cirò allo zafferano, dalla Liquirizia Dop al tartufo del Pollino sino ad arrivare al riso Carnaroli alla robiola di latte caprino, senza dimenticare i presidi Slow Food come il caciocavallo di Ciminà e l’olio extravergine Dop Lamezia: ad ogni appuntamento che si terrà presso il ristorante L’Olimpo all’hotel La Perla del Porto della famiglia Rotundo, si alterneranno un agricoltore e un vignaiolo e racconteranno la storia e le caratteristiche tecniche e organolettiche dei loro prodotti agricoli, mentre in cucina lo chef Villella penserà a speciali ricette.

Le 16 eccellenze calabresi che accompagneranno lo chef Claudio Villella questo viaggio alla scoperta delle migliori materie prime della regione Calabria saranno:  La melanzana Lady Violetta, il Tartufo del Pollino Sapori di Bosco di Gugliuccello, Cantine Cundari, Zafferano del Re, i vini di Cataldo Calabretta, il riso carnaroli di Sibari di Masseria Fornara, Cantine Colacino, i caprini dell’Azienda Agricola Sant’Anna, i vini di Sergio Arcuri, i micro ortaggi di Ghea di Andrea Colicchia, i vini di Magna Grecia, il Caciocavallo di Ciminà, i vini di Le Moire, la Liquirizia Dop Nature Med e i vini di cantine Benvenuto, Suriano .

“La mia cucina parla calabrese – ha spiegato Villella -. Nei miei piatti c’è la storia della mia terra, ci sono le sue infinite meraviglie gastronomiche. Le più note e quelle sconosciute. Chi siede alla mia tavola, fa un viaggio nel gusto e nella cultura gastronomica”.