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Amaro Rupes: medaglia d’oro al World Liqueur Awards 2020

L’amaro Rupes, nato da un’antica ricetta di famiglia e precisamente a Roccella Jonica, si è aggiudicato l’oro e la nomina di miglior liquore al mondo al World Liqueur Awards 2020. La Calabria si conferma, anche grazie a questo prodotto, terra ‘invincibile’ nella produzione di liquori.  A decretare il prestigioso riconoscimento, una giuria di esperti che ha riconosciuto il Gold all’amaro Rupes, perla della Calabria che ad ogni sorso racconta la storia del territorio e delle sue eccellenze.

La storia dell’Amaro Rupes narra di come il suo nome fu coniato da intellettuali patrioti intorno alla prima metà dell’800. facendolo derivare dal luogo in cui veniva distillato, la rupe di Roccella, un tempo Anphisia.

“Il giovane Vincenzo viveva a Roccella. Commerciava beni di prima necessità caricando sulle spalle la sua merce per rifornire i paesi limitrofi. Sottobanco, solo agli amici più fidati, vendeva uno stomatico di infusi d’erbe in distillato, estratto personalmente durante la notte ai piedi della rupe in cui viveva, per non destare sospetti ad occhi indiscreti. Degli ingredienti e della modalità di realizzazione custodiva gelosamente la ricetta tramandatagli dalla cara madre. Fu in una di quelle notti mentre intento a distillare che conobbe Pietro, un giovane avvocato di Roccella di distinta e buona famiglia che si incontrava per discutere, insieme ad altri amici della riviera, all’ombra della notte, a due passi dalla piccola distilleria abusiva. Vincenzo, diffidente inizialmente, accettò di far provare il suo infuso che continuò a portare di notte per alcuni anni. Passarono molti anni e Vincenzo, poco prima di lasciare la vita terrena, alla fine del XIX secolo, fece in tempo a strappare un’ultima promessa al figlio. La promessa fu mantenuta. Quella ricetta fu custodita gelosamente e tramandata di padre in figlio per quattro generazioni”.

Ad oggi, grazie all’antica passione per il commercio, esiste nella Locride un’importante realtà imprenditoriale, e grazie al pronipote che porta il nome del suo trisavolo, e ai due figli Francesco e Luca, il liquore amaro è arrivato sulle tavole non solo dei calabresi, ma degli italiani.

«Il premio è arrivato in maniera inaspettata – spiega il responsabile marketing Anselmo Scaramuzzino – è stato riconosciuto un sacrificio e un impegno che dura da anni, anche nel ricostruire una storia della Locride che parla di italianità. Un premio che arricchisce un prodotto semplice e complesso, così come è anche il nostro territorio».