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Si chiamano Fichi d’India, ma i più buoni si trovano a Tropea

Importato in tempi antichi nella nostra nazione, il fico d’India unico frutto non trattato con alcun tipo di additivi chimici cresce spontaneamente ed in abbondanza nelle zone più calde della nostra terra, la Calabria. Questo frutto dagli effetti depurativi e rinfrescanti tipicamente estivo, risulta essere tra i più acquistati in Calabria nel periodo che va da maggio a settembre.

Risulta impossibile attraversare la Calabria e non notare le
numerose piante dei fichi d’India, presenti soprattutto in luoghi sassosi, parte
integrante del paesaggio del Sud d’Italia. Spiccano con il loro colore verde
intenso ravvivate dal rosso, giallo ed arancio dei frutti, talmente
caratteristiche da costituire un aspetto del territorio calabrese, ed in modo
particolare delle zone di Tropea e dei suoi paesi limitrofi.

I fichi d’India (opuntia ficus indica) appartengono alla famiglia delle Cactaceae, sono approdati in Italia dopo un viaggio lunghissimo. Originaria del Sud dell’America questa pianta vive rigogliosa nella Cordigliera delle Ande e nelle Serre messicane. Fece la sua prima apparizione in Europa grazie a Cristoforo Colombo che l’avrebbe portata in Spagna. Alcune fonti storiche invece dichiarano che sarebbero stati i Saraceni ad introdurre i fichi d’India in Italia quando, nell’ 827, sbarcarono a Mazara, in Sicilia.

Sia dal punto di vista estetico che da quello botanico questa pianta presenta foglie carnose e piene di spine, che si sovrappongono generando in tal modo un arbusto. I suoi fiori sono di colore giallo ed i frutti, di forma ovoidale, crescono in cima alle pale coperti di spine. La loro polpa, succosa e ricca di vitamine, contiene molteplici semi legnosi.

Il fico d’India ha un’importante particolarità: non necessita di interventi chimici per potersi sviluppare ed è quindi una delle rarissime varietà di frutta che non subisce manomissioni da parte dell’uomo. Si tratta quindi di un prodotto consigliato per le nostre tavole e per la dieta mediterranea, nella quale entra a pieno titolo per la sua quantità di vitamine e di acqua.

I fichi d’India hanno numerosissime proprietà benefiche ed hanno una funzione depurativa anche a livello epatico, di conseguenza sono raccomandati nei casi di calcolosi renale in quanto favoriscono la diuresi. Assunti nelle giuste quantità hanno un effetto lassativo anche se i semi legnosi contenuti nella polpa possono provocare stitichezza. Inoltre le pale vengono utilizzate per curare diverse patologie quali angine, tonsilliti, tossi, febbri, suppurazioni ed ascessi.  

La raccolta dei fichi d’India richiede una tecnica ancora a livello non meccanizzato in quanto a tutt’oggi viene adoperato il caratteristico “coppo”, una sorta di contenitore a forma di tronco di cono sulla punta di un bastone.