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La Cuccia di Mendicino, tra storia e tradizione

Un turista in vacanza in Calabria non può dire di aver visitato la regione se,
oltre ad aver vissuto i suoi paesaggi mozzafiato non ha assaggiato la genuinità
dei prodotti tipici calabresi e i sapori particolarmente intensi di una terra
baciata dal sole ed abbracciata dal mare che ha davvero tanto da offrire.

L’arte culinaria calabrese, ricca di tradizioni tramandate da generazioni a
generazioni, racconta la storia popolare di questa regione che possiede un
patrimonio enogastronomico tanto vasto quanto è vasta la terra che lo ospita,
motivo per cui per conoscere a pieno la Calabria e i suoi abitanti ci si dovrebbe
soffermare ad assaporare i prodotti di questa terra, per la maggior parte
introvabili nel resto della nazione.

Una delle pietanze tipiche calabresi che sicuramente nessuno avrà la possibilità di assaggiare spostandosi al di fuori di questa splendida regione è la Cuccìa (dal greco koukkìa), la cui preparazione si narra ebbe origine in Grecia, dove assunse i connotati di un cibo rituale per la commemorazione dei defunti.

La ricetta di questa particolare pietanza è talmente tanto antica che
sembra si sia persa nel tempo, motivo per cui al giorno d’oggi ne esistono diverse varianti che spaziano dal salato al dolce.

Piatto tipicamente preparato a Mendicino, borgo medievale calabrese situato non molto distante da Cosenza, la Cuccìa viene preparata soprattutto durante le celebrazioni in onore di Santa Lucia, a cui la comunità è molto devota. La Cuccìa mendicinese è composta da ben 13 ingredienti tra cui ceci, fave, piselli, lenticchie, fagioli, orzo, grano, castagne, olio d’oliva e sale. L’antica tradizione prevede che la Cuccia si prepari in un calderone che, nel dialetto locale, viene chiamata quadrara. 

La tradizione degli antichi rituali di condivisione vuole che la pietanza sia consumata in piazza, nel pomeriggio del 13 dicembre, accompagnandola con del pane rigorosamente caldo e un bicchiere di vino.